STORIA DI UN VIOLINO

La storia inizia con
questa foto del 1993. Lorenzo è ritratto con un violoncello
che lui stesso sta finendo di costruire e che sarà bruciato
il 29.1.1996 nel rogo della Fenice.



I disegni di base
del corpo del violino. Notare le linee di costruzione che determinano
la forma definitiva del fondo del violino. A destra la sezione
lungo l'asse di simmetria.

Sopra: il pezzo di
acero dei Balcani usato per la costruzione del fondo della cassa
armonica. Notare la venatura longitudinale molto fitta e rettilinea
noncheè la sua ondulazione in senso trasversale (marezzatura)
che costrituirà una caratteristica fondamentale dello strumento
finito.
Sotto Il pezzo di
abete rosso della Val di Fiemme usato per il fronte chiamata coperchio
della cassa armonica. Anche in questo caso venatura fittissima
e rettilinea (vedi figure seguenti)

Particolare del legno
abete usato per il fronte

Particolare del legno
acero usato per il fondo. Notare la venatura longitudinale e la
sua ondulazione trasversale (marezzatura).

Ognuno dei due pezzi
di legno (in origine tagliato radialmente rispetto al tronco dell'albero)
viene segato in due parti che, incollate lungo il bordo di maggior
spessore, costituiranno una struttura perfettamnente simmetrica
rispetto l'asse di mezzeria
I due pezzi di abete incollati
simmetricamente. Viene usata la colla a caldo detta di pura pelle
che consentirà il futuro smontaggio di qualche parte del
violino per la sua manutenzione. Anche l'incollatura si basa su
una strategia tutta particolare. Ad esempio se si dovessero osservare
al microscopio le due superfici incollate si noterebbe come non
siano parallele ma leggermente divergenti per un duplice scopo:
garantire il perfetto contatto dei due legni lungo tutto lo spigolo
anteriore e quindi una finitura perfetta della superficie in vista
ed inoltre conservare nel retro un cuneo a V di colla onde rendere
sempre possibile lo scollaggio tramite apposito solvente da immettre
nel cuneo stesso.
Inizio della lavorazione del
fondo del violino. I due bordi in legno più scuro sono
dei ringrossi provvisori necessari per usare la morsa durante
la segatura, a mano, del contorno

La serie di fori che, con la
loro rigorosa profondità, definiscono l'andamento altimetrico
della superficie finale.
Con lo scalpello, rigorosamente
a mano, viene scavato il legno fino a far sparire totalmente la
foratura. In sostanza si tratta di una vera e propria scultura.
A sinistra la fascia di contorno
con i rinforzi o blocchetti interni in legno abete fissata alla
forma provvisoria
La parte terminale dei fori di
modellazione. La sgrossatura cessa non appena viene raggiunta
l'estremità inferiore di ciascun foro, il foro sparisce
e la superfice lignea assume la sua forma definitiva. L'operazione
seguente è soltanto quella di una accurata lisciatura con
una piccola pialla, quindi con la rasiera cioè con una
lama di acciaio affilata ed infine con carta vetrata a grana finissima.
Ultimata la levigatura della superficie esterna si passa a quella
interna basata sugli spessori che devono essere rigorosamente
rispettati zona per zona.
La pialla (lunga cm. 3) usata
per la levigatura finale è di argento.
Alcune pialle in normale uso.
Notare in particolare quella metallica a desta usata per la levigatura
finale del violino.
Il fondo del violino a levigatura
ultimata.
A sinistra il fronte, detto tavola
armonica, dopo la esecuzione dei fori di risonanza detti effe
. Lungo il bordo sono state incastrati due filetti decorativi
in legno scuro che hanno anche lo scopo di rinforzare il bordo
del legno che potrebbe tendere ad aprirsi tra vena e vena. L'elemento
a destra non fa parte del violino di cui alle presenti note essendo
il fondo di un'altro strumento
Il controllo di precisione degli spessori
con estensimetro montato su forcella in legno autocostruita.
In
tema di spessori delle due parti principali del violino e cioè
della tavola armonica e del fondo, sono necessarie alcune precisazioni.
Infatti esiste una relazione diretta e molteplice tra qualità
dei legni adoperati e gli spessori stessi. Ad esempio un legno
più compatto sia per il suo maggior peso specifico sia
per la venatura più fitta, richiede spessori più
modesti rispetto a quelli teorici. L'artista risolve questo problema
mantenendo in un primo tempo degli spessori maggiorati sia della
tavola armonica e sia del fondo e, approffitta della collaborazione
preziosa di un professionista specializzato il quale provoca,
tramite apposita attrezzatura collegata al computer, delle vibrazioni
sonore dei due elementi citati, rileva la qualità delle
onde sonore emesse e definisce, tramite apposito e collaudato
programma, zona per zona gli spessori definitivi atti a garantire
il risultato finale. Lorenzini provvede quindi ad un accurato
ritocco delle superfici fino a riportarle agli spessor ed alle
forme ottimali derivate dalle indicazione avute, come detto al
computer. Il collaudo finale lo fa Lorenzini stesso guardando
controluce per trasparenza sia la tavola armonica che il fondo
ed ascoltandone con il suo esperto orecchio la risonanza.
La superficie interna del fronte
del violino (tavola armonica). Notare l'asta di tensione chiamata
catena e necessaria per resistere allo sforzo trasmesso dalle
corde che la sovrasteranno. E' posizionata sotto la corda grave.
Si tratta di un elemento importante del violino, l'unico che deve
essere periodicamente sostituito.
Particolare del fronte. Notare
l'incisione dei fori a effe (attraverso i quali verrà inserita
nel violino "l'anima") ed il doppio contorno in legno
scuro chiamato filetti.
Un'altra vista interna del fronte
(tavola armonica)
Vista interna del corpo del violino
finito. Notare la marezzatura del legno di acero dei Balcani.
La fascia di contorno è rinforzata all'interno da una controfascia
alta circa 9 mm che è un elemento importantissimo per la
qualità dl suono del violino.
Vista esterna del corpo del violino
finito. Notare la marezzatura del legno acero dei Balcani.
Il manico, il riccio ed i piroli.
Il manico è fortemente incastrato nella sede del corpo
violino.
Il violino in via di finitura.
Il violino in via di finitura.
La tastiera è provvisoria
Il violino con la tastiera
definitiva in prova.
La "tastiera" in
legno nero durante la costruzione. I filetti lignei riportati
sulla sinistra saranno incastrati su appositi canali lungo i due
bordi longitudinali. I piccoli elementi a sinistra sono rispettivamente
"capotasti" e " reggicosrdiera. Sul capotasti si
appoggeranno le corde subito dopo essere state avvolte nei "piroli".
Il lubrificante dei piroli è la grafite.
I ponticelli su uno dei quali
passeranno le corde a metà lunghezza e la cordiera dove
ne sarà fissta l'estremità .
Ancora i ponticelli
Questo ponticello in legno
di corniolo è un piccolo capolavoro (dim. circa cm 5 x
4,3)
Il violino finito, manca solo
la verniciatrura
Particolare del violino finito.
Notare la fessura chiamata "effe" attraverso la quale
verrà inserita "l'anima".
Sulla sinistra della foto è raffigurato,
sopra al ponticello, un elemento essenziale per la funzionalità
à del violino: l'anima. Si tratta di un piccolo cilindro
in legno di ottima qualità che, tagliato a misura, verrà
inserito all'interno del violino incastrandolo tra tavola armonica
e fondo in una ben definita posizione al sotto della corda "mi".
Per fare questa operazione viene utilizzato l'attrezzo metallico
a forma di serpente visibile nella foto. L'anima, incastrata nell'attrezzo
che a tale scopo ha un'estremità a scalpello, verrà
introdotta e posizionata con cura attraverso uno dei due intagli
ad effe. Nel posizionamento deve essere curato anche l'orientamento
della venatura lignea dell'anima che deve rigorosamente essere
perpendicolare all'asse longitudinale del violino.
Sulla destra della foto figurano due
attrezzi che servono per perfezionare i piroli. Quello con manico
in legno più a sinistra si chiama alisvare (alesatore)
e viene usato per regolare i fori del riccio che conterranno i
piroli. L'altro attrezzo è una spece di temperamatite multiplo
e serve per adattare la superficie conica dei piroli ai fori stessi.
Il montaggio dell'anima all'interno
del violino sotto la corda del "mi".
L'artista con la sua creatura
Il violino finito in ogni sua
parte
Il violino finito in ogni sua
parte
La parte posteriore del violino
finito. Notare la marezzatura del legno di acero dei Balcani e
la diversa verniciatura del manico di acero.
E, per finire la storia, una
vera e propria scultura: il riccio.
Ma non poteva mancare la prova dal vero del
violino suonato da un professore che fa parte di una grande orchestra.
Alla fine del pezzo musicale sentiremo il giudizio del professore
sulla qualità del violino da lui usato per primo
Difficile immaginare l'emozione di Lorenzini nel
sentire uscire il primo a solo di violino dal suo strumento appena
fi nito
NB. Sulla destra di youtube premere "mostra
tutto" per evitare delle soste durante la visione del filmato
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