2.10) I RIFIUTI URBANI
Nel corso del racconto ho avuto più
volte modo di descrivere il cambiamento che anche nel settore
dei rifiuti urbani, si è verificato nell'ultimo mezzo secolo,
cambiamento così importante da richiederne maggiori dettagli.
Comincerò col far presente come i proprietari di cani domestici,
quando portano a spasso le loro bestiole per le vie cittadine,
devono essere muniti di attrezzatura per raccogliere e depositare
negli appositi contenitori stradali gli escrementi che il loro
cane avesse emesso per strada. Anche ai tempi della nostra storia
nelle vie del paese venivano scaricati simili sostanze ma esse
erano dovute al bestiame delle stalle dei contadini che, non certo
per divertenti passeggiate ma per portare gli animali alla fontana
per abbeverarli oppure in campagna per il pascolo, dovevano percorrere
tutti i giorni le strade pubbliche. Allora la raccolta di tali
rifiuti, lungi dall'essere imposta dai regolamenti comunali, era
spontaneamente fatta da alcuni queresi che perlustravano sistematicamente
le vie del paese alla ricerca del letame, prezioso elemento di
concimazione degli orti. Nel vecchio film " Altri tempi"
c'è un episodio significativamente intitolato "questione
d'interesse", nel quale i due protagonisti, interpretati
magistralmente da Folco Lulli e Arnoldo Foà, in strada
litigano tra di loro per il possesso di uno di detti escrementi
che, appena uscito dal ventre di una mucca, era stato da uno dei
protagonisti visto ma dall'altro raccolto per primo!.
Non parliamo della carta di scarto un tempo così preziosa
da costituire un piccolo tesoro. Io allora conoscevo un mio coetaneo
di Vas il cui lavoro, assai redditizio, consisteva nel passare
paese per paese a raccogliere la carta straccia pagandola qualche
soldino per poi rivenderla alla cartiera del suo paese, dove essa
era riutilizzata produrne della nuova. Altro che contenitori,
vivamente colorati, che sono oggi sparsi nelle strade per invitare,
spesso inascoltati, gli abitanti ad introdurvi le montagne di
giornali, di dépliants ed in genere di carta che invade
le nostre case!.
Racconterò ancora come in fondo alla Via Garibaldi, si
trovasse l'abitazione di un rigattiere conosciuto come "strassi,
ossi e ferovecio" per il grido emesso durante i suoi giri
di paese in paese con un carrettino trainato da un'asinello per
raccogliere, sempre stracci, ossa e ferrivecchi. Ogni famiglia
era abituata a conservare tali elementi per darli di tanto in
tanto al citato rigattiere e ricavarne qualche soldo. Da notare
come facessero parte di questo commercio non solo le ossa degli
animali ma anche le ossa delle pesche che venivano poi utilizzate
negli appositi laboratori per fabbricare il croccante. Ricorderò
come nell'immediato dopoguerra esistessero molti giovani che si
dedicavano alla ricerca di residuati bellici della prima guerra
mondiale, sopratutto le cosiddette "scaie" cioè
dei frammenti delle bombe che in grande quantità era caduta
in paese provocandone la totale distruzione e nelle vicine montagne
già teatro di sanguinose battaglie. Ad un certo punto questa
attività diventò molto redditizia per la comparsa
dei cercametalli magnetici. Fu quella l'occasione di grandi e
rinvenimenti, chiara dimostrazione delle cruente battaglie che
si erano svolte nei nostri paesi durante la prima guerra.
In conclusione nelle nostre case i rifiuti urbani, oggi consegnati
tutti i giorni per la raccolta e smaltimento, non esistevano proprio
avendo ognuno di essi, come detto anche in altre parti del racconto,
delle modalità di riutilizzazione ben precise. Nelle case
stesse ed anche nei laboratori degli artigiani non si trovavano
nemmeno quelli che oggi sono chiamati rifiuti speciali per il
cui smaltimento, molto costoso, occorre oggi far intervenire le
ditte specializzate, e ciò era da attribuirsi ad un motivo
molto semplice: allora venivano usati solo materiali naturali
che non producono inquinamento di sorta.
Ai nostri giorni i rifiuti rappresentano un grave problema. Si
sono costruite quà e là, dei luoghi di deposito
costituiti da enormi cavità del terreno rivestite di guaina
impermeabile, nei quali vengono ammassati enormi volumi di rifiuti
fino a costituire degli imponenti rilevati anch'essi protetti
da guaine impermeabili successivamente ricoperte da strati di
terra con manto erboso. Degli appositi camini fanno uscire dei
gas puzzolenti che alle volte alimentano delle fiamme perenni.
Non è raro, però, assistere alla rottura della guaina
e alla conseguente fuoriuscita di miasmi liquidi nelle campagne
circostanti. Altre volte si assiste alla trasmissione televisiva
di desolanti immagini di strade cittadine letteralmente invase
da enormi cumuli di spazzatura rimasta per settimane con i risultati
che tutti conosciamo. Le motivazioni di tanto degrado sono varie
ma non è raro imbattersi nell'assoluta impossibilità
di trovare un luogo dove poter ammassare gli enormi cumuli di
materiale altamente inquinante. In questo panorama desolante cominciano
ad emergere importanti sperimentazioni con le quali si riuscirà
finalmente a risolvere il problema dei rifiuti urbani riutilizzando
in vario modo gli enormi volumi che vengono prodotti ogni giorno
per ricavarne dei sottoprodotti utili tra cui molto importante
la produzione di gas, energia elettrica e materie utili all'agricoltura.