2.2.2) ESPERIMENTI ELETTRICI
Un' attività che interessò
la gioventù di allora è stata quella degli esperimenti
basati sull'uso dell'energia elettrica cui ci siamo dedicati con
grande entusiasmo per la novità che essa rappresentava.
Tra i pochi mezzi di cui noi giovanissimi potevamo disporre per
costruire le prime apparecchiature come le elettrocalamite e quindi
il il telegrafo, il telefono, la radio a galena ecc, ecc. ne citerò
uno solo ma, per la sua originalità, atto a rappresentare
degnamente la situazione.
Avendo bisogno di corrente elettrica a basso voltaggio avevamo
imparato ad usare un normale bicchiere colmo d'acqua nella quale
avevamo precedentemente sciolto una gran quantità di sale
da cucina e chiuso superiormente con un coperchio di legno munito
di due piccoli fori verticali. Inseriti in quest'ultimi due carboncini
recuperati dalla demolizione di una normale pila e collegata la
loro estremità superiore sporgente dal coperchio al cavo
elettrico di alimentazione del nostro apparecchio, avevamo a nostra
disposizione un vero e proprio trasformatore fatto in casa ma
atto a ridurre il voltaggio della corrente di rete, allora pari
a 125 Wolts, a qualsivoglia valore essendo sufficiente aumentare
o diminuire il grado di immersione dei carboncini nell'acqua salata
per avere rispettivamente un maggiore o minore voltaggio in uscita.
L'operazione dava buoni risultati per un tempo piuttosto breve.
Dopo un uso più o meno prolungato in funzione della potenza
utilizzata, l'acqua si surriscaldava ed era necessario sospendere
immediatamente l'esperimento per farla raffreddare, pena la sua
ebollizione con risultati imprevedibili. Ciò non ci ha
impedito di portare a termine interessanti esperimenti anzi ci
ha indotto ad amare sempre di più questo genere di passatempo
tanto da farci diventare, alcuni anni dopo, radioamatori con utilizzazione
di apparecchi ricetrasmittenti anch'essi, come spiegherò
nel seguente cap. 5.1.1, fatti in casa.