


Noi giovani, pur non avendole mai guidate,
sapevamo tutto sulle caratteristiche delle cinque moto e sulle
modalità da seguire per la guida. Questo perché
assumevamo, al riguardo, tutte le possibili informazioni da giornali
o direttamente dal proprietario. Molte notizie provenivano da
Vico (diminutivo di Lodovico) che aveva l'abitudine di tener d'occhio
il dott. Marchesi nelle sue visite a domicilio e, non appena lo
vedeva entrare in una casa, si impossessava della sua BSA, allora
priva di chiave di avviamento, per fare un rapido giretto ben
attento a rimettere a posto la moto prima del ritorno del medico.
Un giorno la visita è stata tanto breve che il dott. Marchesi
ha fatto in tempo a vedere il rientro della sua moto cavalcata
da Vico. Il dottore si arrabbiò molto ma il suo difetto,
che lo faceva diventare balbuziente ogni qual volta andava in
collera, gli causò una momentanea impossibilità
di proseguire nella pronuncia della parola "De - - -linquente".
Vico ebbe l'ardire di dirgli: Dottore, non si preoccupi che, quando
avrà finito di parlare, la sua moto sarà bello e
a posto!
Questo per dare un'idea di quanto grande era il nostro desiderio
di guidare una moto. Il sogno diventò realtà, e
per giunta gratis, quando Duilio iniziò a noleggiare uno
scooter del tutto nuovo: La Lambretta.


Si trattava di una 125 a due tempi nella
quale erano stati modificati il carburatore ed il tubo di scappamento:
il primo per aumentarne la resa sia pure a scapito di un eccessivo
consumo di carburante, il secondo per modificarne il rumore fino
a farlo diventare un assordante ma, per noi, appassionante rombo.
E' stata questa Lambretta che ha consentito alla maggior parte
di noi giovani di imparare a guidare il mezzo che tanto ci entusiasmava.
Nella giornata decisiva aveva luogo una vera e propria gara tra
i giovani che, in cambio del giretto sulla Lambretta presa a noleggio
da Livio, si rendevano disponibili per il trasporto dalla stazione
della cassa del film legata nel portapacchi dello scooter.
Bisogna ora tener presente che nella stessa stazione di Fener
arrivavano anche i film destinati ad un altro cinema ben più
importante di quello in argomento e precisamente quello di Valdobbiadene.
Poiché succedeva spesso che tali film arrivassero da Padova
molti giorni prima della data di uso, accadde che l'addetto della
stazione si rendesse disponibile a "prestare" la pellicola
per una o due giornate al cinema di Quero senza che ciò
comportasse alcuna conseguenza negativa per Valdobbiadene. Erano,
per Quero, delle giornate di proiezione infrasettimanale, assolutamente
non previste ma annunciate dai dischi di musica leggera che, come
già spiegato, venivano sempre suonati prima della proiezione
e che facevano accorrere i clienti più assidui del cinema
i quali, senza sapersene spiegare la ragione, si erano accorti
che si davano film ancora più belli di quelli festivi.
Per il favore fatto si era soliti corrispondere all'addetto della
stazione una piccola somma in danaro.
Un fatto del genere che succedesse ai nostri giorni darebbe il
destro per riempire le pagine dei giornali con titoli roboanti
come " Stazione ferroviaria trasformata in agenzia di noleggio
film" oppure "La corruzione invade anche le Ferrovie
dello Stato". Nulla di tutto questo!. Le preoccupazioni di
quegli anni erano di tutt'altro genere, riguardavano problemi
di vitale importanza primo tra tutti il lavoro che mancava totalmente,
e fatti, tutto sommato di secondo ordine come questi, anche se
ben noti a tutti, erano visti come meri episodi da raccontare
per far sorridere. E' questa una prova in più del grande
cambiamento subito in questi pochi anni da una società
come la nostra che non può più vivere senza enfatizzare
ogni avvenimento anche se insignificante. Come logica conseguenza
i moderni mezzi di comunicazione, primi tra tutti i giornali e
la televisione, pieni zeppi di notizie scandalistiche ottenute
amplificando senza ritegno alcuno gli avvenimenti accaduti, mancano
della loro funzione principale che dovrebbe essere quella di diffondere
cultura e vera conoscenza!
Quanto detto risulta confermato da un fatto ancora più
curioso ed eclatante accaduto alla stazione di Fener ma anch'esso
passato sotto silenzio. Una volta vi arrivò, con destinazione
Valdobbiadene, un film sulla Vergine Maria che stava riscotendo
in tutta Italia un enorme successo. L'addetto ai treni, nel consegnare,
per usarla a Quero, la cassa del film sul cui coperchio risaltava,
stampato a caratteri cubitali, il titolo del film ben noto a tutti,
soppesandola con le braccia per manifestarne un certo apprezzamento,
ebbe a dire: questo è un bel film, un film importante e
quindi la tariffa è doppia!
L'episodio si commenta da se!.
