Nell'articolo "BARRIERA FRANGIFLUTTI CON PRODUZIONE
DI ENERGIA ELETTRICA" visibile in questo sito, è descritta
una struttura di protezione della riva del mare composta da un
manufatto che seguendo il limite a mare della terraferma, costituisce
un diaframma di separazione atto ad impedire che la forza d'urto
delle ondate marine abbia scaricarsi sulla costa provocandone
il dissesto o l'erosione. Al riguardo una piacevole sorpresa è
stata una tesi di laurea che ha per oggetto una struttura analoga
ma avente tutt'altra ubicazione e funzione delle opere in quanto
se ne prevede la costruzione in mare aperto parallelamente alla
linea di battigia ma con uno scostamento verso il largo di una
cinquantina di metri e atta a svolgere anche utili funzioni inerenti
il vivere civile.
Pur non possedendo grande esperienza del settore specifico, chi
scrive segnala che sussistono diverse situazioni nelle quali l'adozione
di una barriera in mare aperto di cui si parla presenterebbe vantaggi
notevoli.
Ad esempio nella foto a lato è
raffigurata una parte della scogliera di Nervi (GE) nella quale
una barriera del genere esplicherebbe senza dubbio molteplici
ed utili funzioni nel mentre risulta ben difficoltosa l'esecuzione
di qualunque altra opera volta a contenere l'erosione della riva
rocciosa colpita incessantemente dalle ondate del mare.
Un altro esempio che vale la pena di citare è la spiaggia di Caorle località Porto Santa Margherita (VE) in cui, per limitare l'erosione della spiaggia, si era in origine costruita una serie lunghissima di pennelli perpendicolari alla linea di costa e visibili nella seconda foto, pennelli che però non hanno dato i risultati sperati. In anni recenti si è posta in opera al largo una barriera parallela alla battigia e costituita da un lunghissimo gommone cilindrico pieno d'acqua e totalmente sommerso che ha dato ottimi risultati. Trova anche in questo caso conferma l'efficacia delle barriere aventi esattamente la stessa ubicazione di quella di cui si tratta in questo articolo.
In ambedue gli esempi citati, ricavare
un ampio spazio parallelo alla costa ed usufruibile ai diversi
usi che saranno dettagliatamente descritti nella relazione della
seguente tesi, costituirebbe una notevole occasione sia per Nervi
i cui stabilimenti balneari sono incastonati nella roccia ed è
molto sentita la carenza di spiagge sabbiose e sia per Porto Santa
Margherita di Caorle la cui spiaggia, di modesta profondità,
troverebbe un ampio sfogo nella nuova area ricavata nel mare.
A sua volta l'inconveniente dell'impedimento di visibilità
del mare aperto operato da una barriera alta tre metri sarebbe
praticamente inesistente a Nervi per le caratteristiche della
costa rocciosa accessibile da un alto e romantico sentiero chiamato
Passeggiata Anita Garibaldi mentre a P.S. Margherita sarebbe limitato
ai momenti di accesso all'acqua marina in quanto la zona sabbiosa
dove è installata l'attrezzatura balneare, (ombrelloni,
sedie a sdraio, bar ecc.) è comunque ad una quota sufficiente
alta perché i turisti che vi sostano possano godere, nonostante
la barriera frangiflutto, la vista del mare aperto .
Un argomento da citare è la scelta operata nella tesi e concernente lo sfruttamento diretto della potenza delle onde facendo lavorare il serbatoio di accumulo a pressione atmosferica e pertanto senza prevedere il cuscinetto d'aria compressa. In pratica si è modificata la soluzione di base mantenendo lo stesso serbatoio ma non più di tipo idropneumatico bensì tradizionale. La potenza in gioco è la stessa e, pur riconoscendo la notevole semplificazione costruttiva e di esercizio che ciò comporta, si segnala qui che anche le opere di cui alla tesi in argomento potrebbero tuttavia essere tutte o in parte dotate di serbatoio idropneumatico ritraendone i notevoli vantaggi in ordine ai tempi ed ai modi di utilizzazione dell'energia delle onde descritti nell'articolo prima citato.
Opportuno passare senza indugi alla relazione della tesi dell'Arch. Simionato Gloria di cui sono stati relatori i Proff. Albrecht Benno, Mar Giovanna, Schibuola Luigi. Figurano di seguito alcune delle tavole che ne hanno costituito parte integrante.
La tesi di laurea Acqua plus energia. Dallacqua un plusvalore: lenergia si barrierasi pone come obbiettivo primo lo studio dei cambiamenti climatici, il modo in cui questi danneggiano lambiente e luomo e i termini in cui è possibile intervenire per,se non migliorare, almeno rendere stabile lattuale precaria situazione.
Nel dettaglio il tema scelto riguarda il problema legato allinnalzamento del livello del mare che implica a sua volta ulteriori gravi problemi, tra cui il fenomeno dellerosione costiera. Si è a tal proposito analizzata la situazione italiana in cui si registra un dato assai rilevante: il 42% dei 7458 km di costa che caratterizzano la penisola è soggetto ad erosione. Alcune regioni italiane hanno già attivato dei piani per la difesa della costa dallerosione: in particolare la Regione Marche, la più colpita dal fenomeno erosivo, ha messo a punto un piano dettagliato in cui è presentata unanalisi storica del sistema di protezione della costa dallerosione e uno studio sui futuri possibili interventi.
Il sistema più usato ad oggi per proteggere la costa è rappresentato da barriere poste parallelamente allarenile da preservare, definite appunto barriere frangiflutto. Lo studio di questi sistemi attualmente impiegati e unapprofondita ricerca hanno portato allanalisi e allo studio di una particolare barriera frangiflutto che, oltre a proteggere la costa, produce anche energia elettrica sfruttando il moto ondoso. A partire da un progetto di riferimento e attraverso una attenta analisi, è stata progettata una barriera composta da tre elementi fondamentali: - le celle di captazione; - il serbatoio; - la sala turbine.
Illustrando brevemente il funzionamento della barriera (ben spiegato nel sito del suo inventore, http://www.atratecnica.it/) si ha che il sistema capta la massa dacqua trasportata dallonda attraverso le celle di captazione, il tutto agevolato da una membrana elastica che facilita lingresso dellacqua nel serbatoio. Questultimo funge da accumulatore: lacqua del mare continua ad entrare nel serbatoio fino a raggiungere una prevalenza, o salto idrico, maggiore o uguale a 2 metri. Questi sono fondamentali per il passaggio dellacqua dal serbatoio alle turbine, grazie alle quali avviene di fatto la produzione di energia elettrica: lenergia di tipo meccanico che esercita la massa dacqua sulle turbine viene trasformata da queste in energia elettrica che verrà poi trasferita alla rete elettrica attraverso il cosiddetto scambio sul posto.
Si è scelta Pesaro come località
per posizionare il sistema studiato, comune nella Regione Marche
con la percentuale derosione più alta dItalia.
Grazie a dati relativi al moto ondoso, rilevati da una boa in
loco e rintracciabili sul sitohttp://www.idromare.it/, è
stato possibile il calcolo dellenergia elettrica prodotta
dalla barriera e pari a 6900 kWh annui per metro lineare di sviluppo.
Per avere un confronto diretto si pensi che una famiglia media
italiana composta da 3 persone consuma in media 3500 kWh annui:
questo dato fa comprendere di fatto limportanza e la forza
del sistema studiato. La localizzazione della barriera a Pesaro
permette una riflessione di più ampio respiro. Dal piano
di difesa della costa redatto dalla Regione Marche si nota come
della costa pesarese, che si sviluppa per circa 17 km, quasi 7
km sono protetti da barriera frangifluitto con massi di cava.
Lidea progettuale è quella di accostare la barriera
studiata a quella già esistente, creando così un
nuovo disegno urbano.
La barriera sarà un filtro tra terra e mare, un punto privilegiato
da cui poter osservare la città e il mare stesso: la barriera
non sarà un limite ma unoccasione di crescita e sviluppo
per la città.
Tre sono i macro progetti che caratterizzano i 7 km di barriera:
1 il parco didattico. In relazione con il parco del monte San Bartolo, uno dei rari promontori dellAdriatico, si sviluppa il parco didattico. Dal monte partono sottili stradine che portano alle piccole spiagge sottostanti: è in questi punti che si sviluppano i tratti di barriera frangiflutti su cui verrà sviluppato il parco didattico in questione. Una serie di esperienze che permetteranno a quanti non conoscono le caratteristiche marine e naturali dellambiente costiero di poterle apprendere in maniera interattiva. Alcuni esempi di sviluppo delle attività suddette: un labirinto didattico come gioco educativo per i più piccoli, aree espositive e tecnologiche per un pubblico più adulto,...
2- urban space. In continuità con il centro abitato si sviluppa il progetto Urban Space che prevede una serie di attività strettamente legate con quanto la vita cittadina può offrire: locali notturni per i più giovani, luoghi in cui trovano spazio concerti (gestiti in concomitanza con il Rossini Opera Festival), piccoli teatri allaperto che possono ospitare rassegne o esibizioni, ... Il tutto strettamente connesso con i punti nodali della città attraverso dei pontili che collegano la terraferma alla barriera posta in mezzo al mare, creando così luoghi dello svago e di intrattenimento per residenti e non.
3- turisticittà. Nella zona in cui si sviluppano i campeggi sono pensate delle attività che hanno come obbiettivo primo quello di allietare le vacanze ai numerosi turisti che ogni anno visitano Pesaro, senza trascurare quanti nella città balneare risiedono tutto lanno. Spazi per le attività sportive, aree per il relax e la cura del corpo, luoghi in cui ospitare mostre di respiro internazionale, simposii artistici e culturali.
Le macro aree con la loro suddivisione tematica saranno organizzate in maniera flessibile e sempre diverse a seconda delle attività che di volta in volta vi andranno insediate. Larticolazione spaziale della barriera sarà perciò realizzata in modo sempre diverso usando tre elementi base di seguito enunciati che di volta in volta saranno riconfigurati e studiati a seconda delle esigenze funzionali.
La copertura orizzontale: sulla struttura in c.a. della barriera sarà agganciata una struttura assemblabile a secco e perciò facilmente montabile e smontabile in relazione alle necessità. In aderenza agli elementi strutturali orizzontali sono poste delle tende che fungono da elementi protettivi, in primis contro la radiazione solare incidente sulla superficie di calpestio della barriera. Questi elementi sono regolati da anemometri che permettono così di evitare la rottura in caso di forti raffiche di vento.
Le tende verticali: anchesse mobili e regolabili attraverso lutilizzo di un anemometro svolgono, nelle differenti soluzioni progettuali, una varietà di funzioni: - elementi di protezione dai raggi solari che non incidono perpendicolarmente alla superficie della barriera; - elementi che racchiudono degli spazi pertinenziali per le diverse attività programmate; - elementi su cui poter proiettare immagini e video in occasione di spazi espositivi; - elementi su cui poter stampare delle immagini per ricreare percorsi didattico-educativi.
Il cubox: struttura in legno movibile anchessa attraverso meccanismi meccanici che prevedono luso di ruote dentate, vite a fine corsa, carrucole, sono di fatto gli elementi rigidi del sistema. Sono gli spazi in cui poter progettare locali di servizio (es: servizi igienici, ), luoghi in cui pensare lo stoccaggio di elementi necessari alla realizzazione degli spazi progettati (es: dove depositare i proiettori, le sedie dei bar, ).
Altro elemento importante, e che caratterizza tutto il percorso sulla barriera, è la seduta pneumatica. Pensata e progettata affinché nelle diverse aree ci possano essere zone di sosta per osservare la città e il mare, leggere un libro, ascoltare della musica, prendere il sole, godere di un po di relax. La seduta è caratterizzata da un funzionamento molto semplice: attraverso un pulsante posto sulla pavimentazione si attiva il sistema che vede limpiego di tre pistoni, due verticali e uno orizzontale, che attivano il sollevamento a pantografo in grado di sollevare la seduta. Il sistema si blocca automaticamente al raggiungimento di unaltezza pari a 40 cm dalla quota di calpestio.
Aspetto fondamentale del sistema nel suo complesso è lossimoro costruttivo e funzionale che caratterizza il progetto. Da un lato una struttura rigida e statica, realizzata con una costruzione a umido e che esiste in funzione del moto ondoso: una macchina che esprime staticità ma che al suo interno vive di un perenne moto legato allandirivieni delle onde. Dallaltro lato una struttura flessibile, sempre in movimento, realizzata con un assemblaggio a secco e quindi facilmente smontabile e montabile, che occupa poco spazio nel momento del suo non utilizzo. Una struttura che si adatta alle esigenze di stagionalità di un progetto che si sviluppa in aree balneari, che manifesta palesemente quel moto interno di cui vive la macchina di produzione energetica che sta ai suoi piedi. Entrambe si basano sulla modularità come principio di adattamento ad un sistema che porta con sé numerose variabili ma che ha sempre un unico obbiettivo cioè quello di salvaguardare la costa dallerosione realizzando al contempo un nuovo spazio urbano.
Ringrazio quanti mi conoscono e mi hanno supportato, sopportato,
amato e aiutato nelle fasi di preparazione e studio di questa
tesi di laurea. In particolare ringrazio il signor Marcello senza
il quale la tesi non sarebbe esistita; Andrea Scq senza il quale
questa tesi non sarebbe mai potuta progredire; il professor Ciorra
e la dottoressa Alessandra Bovara per i consigli e lutilissimo
materiale, la prof.Giovanna Mar che si è caricata sulle
spalle la mia causa, mi ha supportato, guidato e consigliato negli
ultimi mesi di lavoro ridonandomi parte di quella fiducia che
avevo perso
grazie! Tutti quelli che mi conoscono, che
hanno creduto in me e che, anche con poche parole, hanno sempre
sostenuto questo mio percorso! A tutti voi
GRAZIE!