FOGNATURA DI MESTRE – ALTRI TRENTA MILIONI DI EURO GETTATI AL VENTO SE NON ADDIRITTURA PER FARE DANNO

Nella riunione organizzata da Veritas alla Carbonifera il giorno 20-12-2011 per aggiornare i comitati allagati sul sistema di sgrondo delle acque dal territorio di Mestre si è impiegato quasi totalmente il tempo alla descrizione di cinque nuovi interventi fognari a Mestre per un importo complessivo di circa 31 milioni di euro già praticamente disponibili.
Nel mentre occorre subito essere soddisfatti perché finalmente con detti lavori si dà atto alla necessità di effettuare la separazione fognaria delle acque bianche da quelle nere, il che rappresenterebbe in assoluto l’unico modo per arrivare ad un buon risultato, bisogna anche rilevare il ripetersi all’infinito delle condizioni in base alle quali qualunque opera mestrina importante non può essere esente dai più gravi errori che si possano immaginare e che portano alla situazione che, in tutti i settori compreso quello degli allagamenti, è tragicamente sotto gli occhi di tutti.
Quelli descritti ed in via di attuazione sono cinque progetti di opere ubicate in 5 diverse zone che vengono (finalmente) dotate di fognatura di tipo separativo. Si prevede quindi che le acque di pioggia vengano subito scaricate nei canali ottenendo il grosso vantaggio di evitare che abbiano a provocare allagamenti, mentre soltanto le acque nere vengono avviate alla depurazione finale. Quello che manca è però una strategia generale che coordini questa importante decisione in quanto (come al solito) si fanno tanti progetti ognuno a sé stante nel mentre il buon senso, la buona tecnica ed anche le disposizioni di legge imporrebbero tassativanmente che in un sistema tutto interconnesso come è la fognatura mestrina si debba prima decidere sulla carta la situazione complessiva e solo successivamente passare a realizzare le varie parti che la compongono. Si tratta dell’errore gravissimo che compromette alla base tutto ciò che viene costruito a Mestre e soprattutto l’intero sistema fognante..
Nel caso specifico queste le domande da porsi: ma come si fa a progettare opere di fognatura separativa quando il progetto generale, che per legge ne fissa le regole, prevede tutte fognature di tipo misto? Ed ancora. Va bene scaricare subito le acque bianche nei canali ma che ne sarà delle acque di prima pioggia che sono inquinatissime? Le soluzioni, tutte altamente deleterie, possono essere due: Prima soluzione infischiarsene delle acque di prima pioggia e scaricarle subito nei canali e quindi in futuro, quando il problema verrà a galla per i gravi danni che fanno queste acque, si provvederà a rifare gran parte del lavoro fatto e, seconda soluzione, costruire un numero illimitato e del tutto incognito e scoordinato di vasche di prima pioggia creando un sistema costosissimo, e caotico di cui si sa l’inizio ma non la fine né se ne conoscono i risultati.
Ed il problema della prima pioggia è solo l’ultimo dei problemi: prima di iniziare una sostanziale modifica di principio come è la tanto auspicabile separazione tra bianche e nere in un territorio così difficile come Mestre e sia pure a piccoli tratti, bisogna assolutamente fissare sulla carta le linee generali, definire i tracciati definitivi principali, le vasche di prima pioggia in numero il più basso possibile ma concepite razionalmente. In altre parole prima di passare anche ad una minima parte di separativa bisogna sapere, almeno in linea di massima, che succederà di tutto il resto della fogna. Agire per improvvisazioni, come si sta da tempo facendo a Mestre, significa allontanare e complicare sempre di più la soluzione vera dei problemi gettando al vento somme colossali di pubblico denaro.
Quello che mi sconvolge è il fatto che in una riunione in cui erano presenti fior di autorità, fior di tecnici, fior di responsabili nessuno dico nessuno abbia concordato con il mio intervenuto nel quale ho fatto presente, ancora una volta, che si realizzano opere (oltre trenta milioni di euro!) dalle quali deriveranno, come il solito, risultati imprevedibili ma sicuramente disastrosi per la totale mancanza di coordinazione generale di un problema così importante. Nessuno si è meravigliato di nulla nemmeno quando ho chiesto conferma del fatto che tutte le opere fognarie di Mestre sono coordinate sulla base di un progetto generale redatto nel 1992 (venti anni or sono!) e per giunta, essendo la fognatura in esso prevista interamente di tipo misto, le opere dei cinque progetti in argomento ne sono totalmente difformi anche se detto progetto generale deve costituirne il sacrosanto vangelo .
Io capisco Veritas (anzi non la capisco affatto perché continua ad assumersi responsabilità giganti che probabilmenhte competono ad altri) alla quale basta continuare a costruire opere improvvisate di volta in volta, convinta che in questo modo venga risolto un problema che invece stà diventando di anno in anno sempre più grave, ma non capisco le autorità che approvano in periodi di grande crisi economica come questo, finanziamenti così cospicui e totalmente privi di una dimostrazione credibile della loro validità. Non capisco i politici, di tutti i partiti, come, nonostante i continui allagamenti, non vedano che lavori si stanno in realtà facendo.

 

Redatto dicembre 2011

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