1) PREMESSA

Tra i miei ricordi di gioventù occupa un posto importante la storia del cinema dopoguerra di Quero, un paesino del Bellunese nel quale sono nato e dove ho trascorso la mia gioventù. Mi ritorna spesso in mente e mi fa rivivere le vicende legate alla nascita, alle caratteristiche peculiari ed infine all’incendio che ha decretato la fine, di quell’originale sala di spettacoli. Metterle ora per iscritto costituisce il modo migliore per ricordarle a quanti con me le hanno convissute e per farle conoscere ad altri che, se avranno la pazienza di scorrere fino in fondo queste righe, non potranno che convenire sulla loro interessante eccezionalità.
Quello che manca al racconto è la felice mano di uno scrittore vero che sappia rendere piacevole la lettura come non ha sicuramente saputo fare il sottoscritto. Sarebbe ottima cosa che qualche lettore, che ne avesse le caratteristiche, volesse riprendere il manoscritto e riscriverlo con una diversa impostazione e mano: gli argomenti sicuramente non mancano per ottenere un bel racconto. In realtà una mia precedente versione di questo lavoro è stata in parte rielaborata ed inserita, assieme ad altri racconti, nel Volume “Come eravamo”. E’ a seguito dei riscontri ottenuti in tale edizione che ho ora pensato di aggiornare l’elaborato con la attuale veste, ampliandolo ed aggiungendo le molte fotografie che i miei concittadini mi hanno cortesemente fornito e che offriranno al lettore dei riposanti intervalli nella lettura del testo alle volte troppo tecnico.

Alcuni episodi sono stati ripresi ed inseriti, con diverso ordine e contenuto, nel libro “COME ERAVAMO” curato da Piero Tessaro e stampato nel mese di aprile 2006 dalla Tipolitografia Editoria DBS di Rasai di Seren del Grappa (Belluno)

 

 

 

Articolo apparso sul quotidiani Il Gazettino 14,.6.2006 e sullAmico del Popolo 10.02.2007

 

 

Articolo apparso sul n. 466 de “IL TORNADO” del10.03.2006

 

Alcuni episodi sono stati ripresi ed inseriti nel volume “Dal Cinema Prealpi al Nuovo Centro Culturale” stampato nel sett.2008 dalla Tipolitografia Editoria DBS di Rasai di Seren del Grappa (Belluno)

 

L’epoca in cui si svolge il racconto, di per sé densa di avvenimenti straordinari come un fine guerra e il periodo di pace immediatamente successivo, mi ha spinto a corredare il racconto di numerosi episodi e personaggi di contorno e dare così un’immagine completa del cinema inserito nel suo ambiente. In questo contesto ho cercato anche di mettere in risalto la profonda trasformazione intervenuta in un periodo relativamente breve ponendo direttamente a confronto alcuni usi del tempo passato con quelli odierni.
I raffronti riportati potranno sembrare ripetitivi, essi però rappresentano una parte significativa del racconto: da molti di essi sono derivate delle considerazioni forse non sempre condivisibili dal lettore ma che rappresentano il mio modo personale di interpretare gli avvenimenti e di trarne la mia morale. Sarebbe interessante conoscere quali diverse conclusioni indurrebbero nei pensieri altrui gli stessi avvenimenti .
I personaggi, determinanti in tutti gli avvenimenti raccontati, vi figurano soltanto col loro nome di battesimo e sopratutto con gli spunti di vita vera che li hanno caratterizzati e che ne dimostrano la straordinaria vitalità. Gli stessi nomi sono ripetuti alla fine del racconto per formare un gruppo, senza dubbio incompleto, di persone cui si deve buona parte delle vicende che hanno reso Quero quel piccolo paradiso che il sottoscritto tenta qui di descrivere. Come già detto, il testo è corredato di numerose fotografie, alcune molto vecchie, che mi aiutano efficacemente in tale difficile compito.
Per la narrazione non ho attinto ad altra fonte all’infuori della mia memoria nella quale gli avvenimenti erano stivati completi dei dettagli che figurano nel testo. E’ possibile che non tutto ciò che narro corrisponda esattamente a verità essendo passato attraverso il prisma deformante del mio modo di vedere le cose e di mantenerle vive nella mia memoria. Invito quindi chi legge a prendere il racconto per quello che è: non una rigorosa cronologia storica ma una visione personale di un paese che amo, una descrizione del come la mia mente riesce a ricordare i vecchi avvenimenti e del come vorrei continuare a ricordarli aiutandomi con lo scritto. Aggiungo che ho fatto leggere, anche per ottenerne l’autorizzazione alla pubblicazione, ad alcuni dei personaggi citati i capitoli che li riguardano trovando in loro piena conferma della sostanziale veridicità delle descrizioni fatte.

 

SEGUITO NEL PROSSIMO ARTICOLO

Linizio di una storia affascinante con tutte le citazioni  di libri e giornali che magnificano l’evento

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