IL PROF. BRESSA

 

Il prof. Bressa

Era questo uno dei personaggi più straordinari e singolari che la mente umana possa immaginare, capitato casualmente a Quero nel 1942 e che vi ha operato ininterrottamente fino al 1971, anno della sua morte.
Come indicato nella premessa, traccerò qui un breve profilo della sua intera avventura querese, comprendendo quindi anche il periodo post bellico.
Si trattava di un antiquario senza figli che impiegava tutti gli introiti tutt’altro che esigui che gli provenivano dalla sua galleria di quadri sita in Campo S. Maurizio a Venezia, per soddisfare una sua incredibile e grande passione: riempire di monumenti una vasta area del Monte Cornella sito a Quero in posizione panoramica a ridosso della Piazza Duomo.

 

Panorama di Quero da Sud. Sullo sfondo il monte Cornella ed una vista generale della zona monumentale del Prof. Bressa

 

Monumento “AURORA DELLA VITA” eretto dal prof. Bressa sul M. Cornella

 

Caratteristico quello denominato “L’aurora della vita” che conteneva tra l’altro una sirena ed una campana, chiaramente udibili dall’abitato del capoluogo e che il personale, sempre presente, doveva suonare in vario modo a seconda del sesso del nuovo querese, in occasione di ogni nascita prontamente segnalata dall’ufficio anagrafe del comune. Curiosa ma comprensibile preoccupazione di questo artista senza figli quella di celebrare i figli degli altri!
Un giorno Il prof. Bressa, venuto a casa mia per discutere con mio padre sui lavori che stava eseguendo per suo conto, vide un’elica in legno da mè, allora ragazzo di una quindicina d’ anni, costruita e che girava a folle velocità spinta dal vento sempre presente a Quero. La sua mente, costantemente occupata in direzione fissa del M. Cornella e delle opere che vi stava creando, associò immediatamente quell’oggetto con un nuovo monumento da costruire e pensò di concretizzarlo, appunto, con un’aquila che, mossa da un’elica di fortezza volante che già possedeva, avrebbe battuto le ali allo spirare del vento. Gasperin, ricevuto l’incarico, proseguì per lungo tempo nella costruzione dell’aquila e di tutti gli ingranaggi, naturalmente fatti a mano, che l’avrebbero mossa. A causa di dissapori sorti con il committente l’opera, quasi ultimata, restò per anni nell’officina a destare l’ammirazione di tutti i visitatori.

 

Monumento ai lavoratori eretto dal prof. Bressa sul M. Cornella

 

Veduta panoramica della zona monumentale del M. Cornella. In primo piano i busti in bronzo del prof. Bressa e della moglie. In cima alla lunga scalinata domina l’aquila costruita da Gasperin e l’elica che, mossa dal vento, le faceva battere le ali. Sulla sinistra si nota il cappello d’alpino in bronzo posto su un’alta colonna e che apparirà anche nelle foto seguenti

 

Particolare della targa che si trovava sotto la statua in bronzo del prof. Bressa. Vi figura la cronologia del suo impegno a Quero per il Monte Cornella

 

Il monumento all’alpino dominato dal cappello in bronzo posto in sommità

 

Panorama di Quero dal M Cornella nel 1060. Sulla destra in primo piano un cappello d’alpino in bronzo che faceva parte di un monumento. I tubi di cemento che si vedono accatastati nel cortile della “Casetta rossa” non sevivano per costruire fognature bensì per realizzare le colonne dei monumenti che si possono vedere anche nelle fotografie. Da rilevare come per oltre venti anni alcuni operai queresi hanno prestato, in tal senso ed ininterrottamente, la loro opera . Sulla destra vicino alla “Casetta rossa” si intravede la cavalletta e la platea di arrivo della teleferica di cui alla foto seguente.

 

Un’altra foto scattata negli anni 60 dal M. Cornella. In primo piano si nota la fune della teleferica costruita dal prof. Bressa per il trasporto dei materiali da costruzione. Da notare come tutte le opere, compreso l’uso della teleferica, fossero totalmente manuali.

 

 

La zona casette rosse del monte Cornella allo stato attuale

 

Chi la volesse ora vedere lo può fare andando in piazza Duomo davanti alla casa di riposo di Quero dove essa domina, con le ali spiegate, dall’alto di una stele in pietra. Sbirciando tra le piume di rame credo si potrebbe ancora vedere qualche ingranaggio costituito da tanti pioli fissati tra di loro con saldatura autogena e che avrebbero dovuto farle battere le ali ora assolutamente ferme.

 

Una delle stazioni della Via Crucis in mosaico donata dal prof. Bressa alla Chiesa di Quero

 

Nella chiesa di Quero esiste tuttora una bella Via Crucis in mosaico donata dal prof. Bressa, chiaro segno della qualità artistica delle opere che facevano bella mostra di sé nella galleria d’antiquariato del prof. Bressa a Venezia. Ancora, chi volesse rendersi conto dell’operato del prof Bressa medesimo nella sua normale veste di “costruttore di monumenti” lo potrebbe fare comodamente in macchina raggiungendo la zona casette rosse sul Monte Cornella oggi collegata da una comoda strada mentre, un tempo, lo era soltanto tramite una lunghissima scalinata a suo tempo fatta costruire dal prof. Bressa stesso. Alla data attuale delle opere originali resta ben poca cosa, quanto basta comunque per dare un’idea di quello che doveva essere la così detta “zona monumentale del M. Cornella” e della vastità e la impervietà del territorio allora pieno di monumenti.

 

Zona monumentale del M. Cornella

 

 

Situazione della zona monumentale del M. Cornella ai tempi del suo fulgore e, per confronto, all’epoca attuale.

 

Quello che si può ancora vedere è una monumentale scalinata sulla cui sommità è ancora presente l’alto traliccio dalla cima del quale l’aquila di Gasperin dominava su Quero. L’elica della fortezza volante, in legno ed esposta da un trentennio alle intemperie, ha perso l’estremità delle due pale che, spinte dal vento in quella posizione sempre presente e molto forte, avrebbero dovuto far sbattere le ali del volatile in ferro e rame. Circa la qualità artistica delle imponenti opere allora realizzate dal prof. Bressa io non sono in grado di dare un giudizio nè di dire se, con la distruzione dei monumenti, Quero ha perduto un importante polo di attrazione turistica. Non ho, invece, alcuna remora a consigliare a tutti la visita al Monte Cornella, per la magnifica veduta che vi si può godere sul capoluogo di Quero e per il vasto panorama della pianura verso Treviso che vi si può ammirare. Aggiungerei che non sono pochi gli artisti che, come il prof. Bressa, hanno riempito ampie aree scoperte con le loro opere. Ne cito un paio solo per far rientrare anche Quero fra il novero dei comuni che avrebbero potuto fregiarsi di tale privilegio. Ricordo, ad esempio, che vicino ad Asiago esiste una grande ex cava di marmo che è stata in gran parte dipinta con sgargianti colori da un artista il quale ha interpretato in vario modo le forme degli spuntoni di roccia, quali erano risultati dalla estrazione del marmo, vedendovi altrettante figure originali. In una determinata zona della cava ne ha poi disseminato l’intera superficie di vecchi tubi di scappamento d’automobile riuscendo, a suo dire, a cogliere il rapporto artistico esistente tra la roccia scavata e tale parte arrugginiti

 

 

La cava dipinta vicino ad Asiago e la casetta inclinata dei giardini di Bomanzo (Viterbo)

 

 

Anche nei due casi indicati io non sò dare un giudizio di validità artistica, sò per cosa certa che sono meta di un grande numero di visitatori e, in maniera del tutto analoga, forse avrebbe potuto diventar celebre anche il M. Cornella se gli avvenimenti successivi avessero assunto un piega diversa da quella reale.

 

L’autore assieme ad amici queresi ed al dott. Bortoluzzi, negli anni 70 ad un picnic nella zona monumentale del Cornella. Si intravedono i monumenti ancora in buono stato di conservazione.

Comm. Antonio Resegati : PERSONAGGI DI UN TEMPO; IL PROF.ANTONKIO BRESSA

 

 

SEGUE AL PROSSIMO CAPITOLO

 

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