2.3) LA SCUOLA

 

Negli anni in cui si svolge il presente racconto , i ragazzini, sopratutto nei piccoli paesi di montagna come Quero, erano visti come braccia da adibire quanto prima possibile al lavoro manuale dei campi nel mentre la scuola era considerata soltanto un pretesto per sottrarre i giovani e per alcuni anni a detta attività. Da questo grave errore di concetto sono derivati danni enormi per i nostri paesi. Molti dei miei amici di gioventù ed anche molti altri più giovani di mè nonostante dimostrassero grande passione e predisposizione per lo studio, hanno potuto solo frequentare le scuole elementari. Osservando le cose a posteriori posso dire che se non hanno avuto problemi di sorta dal punto di vista economico in quanto, dopo aver trascorso una gioventù dura e spesso basata sull’emigrazione causata dalla assoluta mancanza di attività locali, sono riusciti a raggiungere comunque una buona posizione grazie al loro lavoro operaio svolto in modo encomiabile, lavoro spesso culminato in attività artigianali o industriali in proprio che hanno avuto notevole successo economico. Quello che è mancato e che manca a questi miei amici è la passione per le cose belle, come l’arte, la letteratura, i viaggi istruttivi ed in genere la passione per conoscere la natura che ci circonda nei suoi aspetti migliori, tutte cose che solo la scuola di gioventù instilla nel nostro animo.
In questo senso devo ringraziare i miei genitori, da molti anni non più in vita, per avermi consentito, a prezzo di grandi sacrifici, di effettuare un minimo di studi che mi hanno aperto gli occhi su questo mondo affascinante. Il fatto che nei nostri paesi non esistesse alcuna scuola oltre alle elementari, mi ha anche permesso di conoscere modi di vita diversi da quelli locali e, assieme alle nozioni scolastiche vere e proprie, ha veramente aperto la mia mente ad orizzonti e modi di vita più ampi di quelli queresi avendo dovuto vivere a Valdobbiadene, Feltre e Treviso ed entrare in contatto con diverse culture. Tra i molti validi insegnanti che hanno svolto un ruolo importante, mi sento in obbligo di nominarne due per il ricordo vivo che conservo a tanti anni di distanza assieme a molti dei pezzi culturali che mi hanno fatto apprezzare. Si sarà già notato come in diverse parti del presente racconto siano riportati degli episodi legati alla mia frequenza delle scuole elementari. Aggiungo che, essendo nella stessa maniera ancora presenti nella mia memoria, sono in grado di recitare tutt’oggi interamente delle poesie che alle scuole medie mi erano state spiegate così bene da indurmi più e più volte a ripeterle tra mè e mè ed anche a rileggerne ogni tanto il testo originale sui libri di scuola che conservo tuttora : è questo il segno di quanto la scuola abbia inciso nella mia formazione intellettuale.

 

Anno 1949. Don Angelo Maddalon, Suor Maurilia ed altre suore con i bambini della scuola materna

 

Il sabato fascista anni 30: tutti gli scolari erano impegnati in esercizi ginnici nel cortile della scuola allora posta vicino a Piazza Duomo

 

 

Anno 1936. Davanti alle Scuole Comunali di Quero ed alla presenza delle autorità fasciste, maestra Rago e Segretario Corso si festeggia la Marcia su Roma

 

Dimostrazione di ginnastica fascista. Davanti al Municipio sono fotografati i “Balilla” e, in primo piano, le “Piccole Italiane” con le loro maestre
scolari del periodo fascista in divisa da balilla
La copertina esterna della pagella scuole elementari anni 1939-1941

 

Scuola Serale di queresi nati negli anni 1905-1910. A destra in basso, è presente, giovanissima, la maestra Rago

 

Scuola della classe terza elementare di Quero fotografata nell’anno 1938

 

In questa foto dell’Archivio Cav.Resegati la Scuola Serale Fascista. Sono presenti le maestre Rago, sorelle Ostuni, e Chiari

 

La scuola di Cilladon anni 40

 

Negli anni ’40 esisteva anche la scuola di dottrina cristiana. Ecco il diploma che veniva dato agli alunni a fine corso.

 

I due insegnanti che voglio nominare sono la Maestra elementare Clelia Rago la quale, oltre per le materie scolastiche vere e proprie, si è distinta per averci insegnato dei modi di vita che poi io e tanti amici abbiamo messo in pratica e che utilizziamo tuttora, ed inoltre il preside ed insegnante di materie letterarie della scuola media di Valdobbiadene Gualtiero Baldoin del quale ricordo tuttora delle mirabili lezioni sulla letteratura italiana e sulla lingua latina ambedue da lui adorate.

 

La maestra Rago con il marito fotografata nel 1937, naturalmente ambedue con la divisa fascista che allora era d’obbligo.

 

La maestra Rago alla cresima di suoi alunni

 

La maestra Rago al mio matrimonio (la seconda da destra)

 

Alla scuola media di Valdobbiadene nel 1944. In primo piano con gli occhiali il preside Gualtiero Baldoin L’autore è l’ultimo in alto a destra. Il sest’ultimo, (più piccolo di tutti) è Renzo che aprirà la prima attività industriale a Quero

 

Sento anche il desiderio di ricordare i tempi eroici della scuola per geometri da mè frequentata nel dopoguerra. In questo settore l’unica possibilità era quella offerta dall’Istituto Riccati di Treviso: una scuola gloriosa che io ho frequentato per due anni. Poi, nel 1948 essendo stata aperta a Feltre una sezione staccata del Riccati, io ne ho approfittato per avvicinarmi a casa. Ebbene posso dire con soddisfazione di esservi stato un pioniere in quanto ho appartenuto alla prima schiera di geometri che sono usciti da Feltre. Quando io frequentavo la terza geometri non esistevano né la quarta né la quinta. Queste classi sono nate con mè ed i miei compagni dei quali conservo un ricordo indelebile.

 

L’autore nel 1946 quando frequentava l’Istituto Riccati a Treviso. All’occhiello ne porto il distintivo

 

Ecco la prima schiera di geometri che usciranno nel 1951 dalla scuola di Feltre, allora sezione staccata del Riccati di Treviso.

 

 

L’uscita dalla scuola geometri di Feltre nel 1949
L’uscita dalla scuola geometri di Feltre nel 1949

 

Ai nostri giorni le cose sono molto cambiate e per tutti i giovani esistono grandi possibilità di studiare: è questo un motivo per sperare in un futuro migliore per tutti. Devo aggiungere una mia considerazione che, specificatamente nel settore scolastico, riguarda Quero ed in genere il feltrino e che ho rilevato direttamente da mia figlia che, da una quindicina d’anni, fa l’insegnante nella zona. Ebbene le informazioni che sono riuscito ad avere di prima mano mi descrivono una gioventù locale molto seria, che si dedica con passione allo studio e che tiene modi di comportamento davvero encomiabili. In altri termiti ho percepito la stessa serietà, lo stesso entusiasmo che io, da giovane, avevo per la scuola. Credo che questo sia motivo di ben sperare in un futuro sempre migliore per questa parte del veneto che eccelle senza dubbio rispetto alle altre parti di una regione che a sua volta non è seconda a nessun’altra in Italia.

 

L’on. Fusaro e l’ing.Cesa inaugurano la nuova Scuola “post elementari” di Quero ricavata nei locali soprastanti l’asilo . E’ presente Luigi F. che abbiamo visto anche nelle foto della ricostruzione di Quero al cap 2.1

 

Le nuove leve scolastiche nate nel 1940-42

 

SEGUE AL PROSSIMO ARTICOLO

 

 

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