2.1.1) QUERO – PRIMA PARTE

 

Quero è un paesino di circa 2000 abitanti sito in posizione collinare, all’estremità sud della Provincia di Belluno che, durante la prima guerra mondiale, è stato completamente distrutto. Al momento di deciderne la ricostruzione si è avuto l’intelligenza ed il coraggio di rivoluzionare totalmente l’assetto riuscendo a dare una disposizione delle vie, degli edifici e più in generale un ordine urbanistico complessivo di elevata qualità. Tracciare quì la breve cronistoria della ricomposizione del paese avvenuta nel dopoguerra del primo conflitto mondiale può aiutare a capire l’intraprendenza, la passione e la voglia di fare dei queresi di una volta e di conseguenza, degli odierni personaggi principali che, loro diretti discendenti e beneficiari, costituiscono l’ossatura del presente racconto.

 

Per iniziare, una bella foto aerea di Quero ai nostri giorni.

 

Panoramica di Quero ai nostri giorni

 

Il vecchio treno a vapore proveniente da Feltre stà per arrivare alla stazione di Quero-Vas. Il castello che si vede è uno dei monumenti più rappresentativi del paese.

 

Castelnuovo ante prima guerra mondiale. Notare la portata del fiume Piave confrontandola con quella della foto precedente (Clicca qui per vedere Castelnuovo ai nostri giorni)

 

Una vecchissima foto di Castelnuovo

 

 

Castelnuovo a fine bombardamenti della prima guerra mondiale
Castelnuovo a fine bombardamenti della prima guerra mondiale

 

Castelnuovo durante la prima guerra mondiale. Si intravede il ponte di Vas gravemente danneggiato

 

 

il ponte di Vas gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale

 

il ponte di Vas gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale

 

il ponte di Vas gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale

 

Castelnuovo durante la prima guerra mondiale

 

Castelnuovo a fine bombardamenti della prima guerra mondiale

 

 

Incredibile!: davanti al Castello un tempo c’era un albergo!.

 

Castelnuovo subito dopo l’alluvione del 1966

 

Castelnuovo ai nostri giorni

 

La stretta di Castelnuovo nel 1916. Notare l’assenza del ponte di Vas

 

Il ponte sul Tegorzo a Fener distrutto dalla prima guerra

 

Il ponte sul Piave a Fener, distrutto dai bombardamenti della prima guerra

 

la frazione di Santa Mari durante la prima gjuerra mondiale

 

Il traghetto del Piave con barca durante la prima guerra mondiale

 

La stazione di Quero-Vas negli anni 20. Notare il ponte di Vas sul Piave poi distrutto dall’alluvione del 1966

 

La “Littorina” arriva alla stazione di Quero-Vas . Anni 50

 

Una bella veduta aerea della valle del Piave con il ponte di Vas in primo piano.

 

Ancora il Piave con il vecchio ponte di Fener in ferro

 

Panorama di Fener anni 40 con il Piave sullo sfondo

 

Veduta verso Segusino di Fener anni 40 con il Piave

 

Lo sbuffante treno a vapore sta partendo dalla Stazione di Quero-Vas alla volta di Feltre

 

 

La stazione di Fener anni 60. (ex archivio materiale storico FS; collezione Enrico Bassi, per gentile concessione)

Nella planimetria e nella foto aerea allegate sono schematicamente indicate la situazione antecedente e quella successiva al primo conflitto mondiale. Si può notare la differenza e capire quali enormi difficoltà si siano affrontate e risolte, prima fra tutti quella inerente la riconfinazione delle proprietà private e pubbliche resa necessaria dal nuovo assetto. Nello svolgimento del difficile compito non si è certo lesinato nell’ampliare e raddrizzare le strade né di aggiungerne, quando necessario, di nuove. In pratica le uniche due vie che sono rimaste le stesse di prima sono Via Garibaldi e M. Cornella. Le vie Indipendenza e Nazionale hanno subito radicale trasformazione nel mentre le Vie Roma, Rimembranze, Forcellini, Dante, Cavour e XXXI Ottobre sono tutte costruite ex novo.
Tra queste ultime mi piace citarne una che contribuisce notevolmente alla composizione della regolare maglia viaria del capoluogo: Via Rimembranze. Tale strada è costituita da un grande terrapieno realizzato ex novo sbancando la sommità di un colle che si trovava sulla sinistra in fondo al rettifilo per chi scende la Via Nazionale, trasportando e sistemando, con i limitati mezzi di allora, tutto il materiale fino a realizzare il rilevato tutt’ora esistente. Nel contempo, con lo spianamento del colle, si è ricavato un grande terrazzo sul quale trova posto una bella casa con ampio cortile-giardino.
Si può farsi un’idea del lavoro compiuto osservando l’allegata vecchia stampa di Via Carniello, attualmente Via Nazionale, nonche della foto successivaa dove è raffigurata una parte di detto colle.

 

Planimetria cdella situazione viabilità e dei gruppi di case di abitazione  ante prima guerra mondiale. Sui notoìi come il centro abitato  si estendesse solo sulla parte nord del paese attuale

 

Planimetria con sovrapposizione dellAa viabilkità (in verde) e di quella nuova (inm rosso). Sui noti la razionalitàdella nuova disposizione di Quero con rettifica delle strade principali ,  aggoiunta di nuove trasversali ed in particolare si noti  il nuovo gtracciato della Via Roma completamente diverso da quello antecedente

 

 

 

Foto aerea di Quero bombardata dalla prima guerra mondiale e stessa foto con sovrapposizione del tracciato delle attuali strade

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Panorama di Quero bombardata vista dal Monte Cornella

 

Quero ante prima guerra mondiale visto dalla campagna sud. Notare l’assenza della cava del Monte Cornella che sarà aperta solo nel dopoguerra per ricavarvi le pietre necessarie per la ricostruzione del paese.

 

Quero ante prima guerra mondiale visto dalla campagna di Campo

 

Quero ante seconda guerra mondiale visto dall’abitato di Campo

 

 

Quero la zona dell’attuale via Roma totalmente distrutta

 

 

Distruzioni a Quero

 

Una vecchia stampa di Via Carniello che ora, rettificata ed allargata, è diventata Via Nazionale. Sullo sfondo si intravede la triangolare Piazza Forcellini con il portico ad arco ed il caffè “La Torretta” (vedi anche foto più avanti) Il monte Cornella è privo delle cave di pietra che saranno aperte solo dopo la prima guerra mondiale per ricostruire Quero. Si noti sulla destra in basso il colle che sarà spianato per ricavare il materiale necessario per costruire il rilevato di Via Rimembranze

 

Una foto della stessa zona di cui alla figura precedente dopo il bombardamento della prima guerra mondiale

 

La Via Carniello, ora Via Nazionale, ante prima guerra mondiale. Notare l’edificio sulla sinistra, uno dei pochi rimasti inalterati ed oggi Tabaccheria. Gli edifici sulla destra, colpiti dalle bombe durante la guerra, saranno poi completamente demoliti per rettificare la strada.

 

La Via Carniello, ora Via Nazionale, nel dopoguerra 1919

 

La ripresa fotografica del 1920 delle stesse scene precedenti. Via Nazionale appena ricostruita

 

Via Nazionale appena ricostruita

 

Una vecchia immagine della Piazza Egidio Forcellini com’era ante prima guerra mondiale. Ampliata e regolarizzata divemterà l’attuale Piazza Marconi.

 

La triangolare Piazza Egidio Forcellini com’era ante prima guerra mondiale.

 

Un’altra immagine di Piazza Egidio Forcellini ante prima guerra mondiale.

 

Un’altra immagine della Piazza Egidio Forcellini com’era ante prima guerra mondiale. L’edificio sulla sinistra è l’attuale Caserma Carabinieri: subito dopo si vede l’inizio della Via Garibaldi

 

Via Garibaldi ante prima guerra mondiale

 

L’inizio della Via Garibaldi vicino Piazza Forcellini. Dove oggi si trova la Banca allora c’era l’Albergo Alpino. Notare l’arco del portone di ingresso

 

Un’altra foto di Via Garibaldi ante prima guerra mondiale
Via Garibaldi vista attraverso i ruderi dell’Albergo Alpino. Notare l’arco che rappresenta l’unica parte rimasta in piedi

 

Via Cavour anni 40
A Quero esisteva Il “Credito Veneto” una Banca che ne ha finanziato la ricostruzione nel dopoguerra 1918 e che aveva sede in P. Marconi nell’attuale Caserma Carabinieri. Nella foto sono ritratti i capifamiglia con Mons Ferrazzi al centro ( Cliccare sopra per ingrandire e vedere da vicino i volti delle persone)

 

Una vecchia foto del “Credito Veneto”. La banca è fallita nel novembre 1930 a seguito della crisi economica iniziata nel 1929

 

L’edificio della foto precedente quando fungeva da casa del popolo con restaurant

 

 

La Via Roma ante seconda guerra mondiale

 

Chi trascorre nella quotidianità la propria vita a Quero e ancor più chi vi passa brevi periodi, non si rende nemmeno conto di quell’autentico prodigio che stò qui tentando di documentare e che, per gli eccezionali risultati, meriterebbe sicuramente adeguati riconoscimenti. Non mi risulta infatti siano nominati tra i documenti ufficiali, nella stampa divulgativa ed in quella storica i nomi degli artefici di tanto ordine e razionalità e, tra tutti, degli ideatori e delle autorità comunali di allora che si sono battuti per realizzarlo. Io credo che la loro riscoperta sarebbe veramente doverosa così come sarebbe bene intitolare ad essi qualcuna delle nuove vie di Quero.
Un personaggio che vi ha efficacemente contribuito, che io ho avuto modo di conoscere e che figura in molte delle vecchie foto della ricostruzione di Quero che sono allegate, è Luigi F (la lettera F, iniziale del cognome, serve per distinguerlo da altri Luigi che appariranno più avanti). Abitava in una splendida casa posta sulla via che conduce al Mulino Furlan, circondato da una bella campagna di cui la sua famiglia ha sempre avuto ed ha tuttora una grande cura. In una delle foto annesse è raffigurato il portale di accesso alla proprietà, recentemente restaurato dal nipote di Luigi che ne porta lo stesso nome e che lo ha riportato all’antico ed oggi ancora più apprezzato splendore.

 

L’accesso alla casa colonica di Luigi F. dopo i restauri

 

Piazza E. Forcellini ora P. Marconi nel 1919

 

Piazza E. Forcellini ora P. Marconi nel 1919

 

Un’altra immagine di Piazza Forcellini nel 1919

 

Un’altra immagine di Piazza Forcellini nel 1919

 

Quero dopo un bombardamento dal Monte Tomba

 

Veduita panoramica di Quero distrutto dai bombardamenti

 

La Chiesa di Quero progettata da Sebastiano De Boni con la consulenza di Gianantonio Selva e costruita nel primo decennio dell’Ottocento. Prospettava sull’antica Piazza Duomo, originario polo religioso e politico del paese.

 

L’interno della vecchia chiesa di Quero
L’altar maggiore della vecchia chiesa di Quero
L’interno della vecchia chiesa di Quero nel dopoguerra 1919.

 

Un’altra immagine della Chiesa di Quero e della Piazza ante prima guerra mondiale
Una bella immagine della Chiesa di Quero e della Piazza ante prima guerra mondiale

 

Ancora la Chiesa di Quero e la Piazza ante prima guerra mondiale.

 

Ancora la Chiesa di Quero e la Piazza ante prima guerra mondiale.
Ancora la Chiesa di Quero e la Piazza ante prima guerra mondiale.
Piazza Chiesa di Quero nel nel 1919

 

Reduci ed ex combattenti di Quero festeggiano la Vittoria. Anno 1919 (clicca sopra per ingrandire)

 

La cava aperta sul Monte Cornella per ricavare il materiale necessario per la ricostruzione di Quero. Il personaggio a sinistra è Luigi F. responsabile del cantiere (clicca sopra per ingrandire)

 

la Chiesa di Quero appena ricostruita

 

 

La Piazza Chiesa negli anni 50

 

 

La canonica di Quero appena ricostruita

 

 

La benedizione delle campane da parte di Mons. Ferrazzi

 

 

Il montaggio delle campane nel campanile di Quero

 

Monsignor Innocente Ferrazzi arciprete di Quero al tempo della sua ricostruzione. Nella foto tiene per mano suo nipote Gigi, futuro sindaco di Quero

 

Mons. Don Innocente Ferrazzi ad una riunione di tutti i sacerdoti della vicaria. Alla Guida di una delle due carrette c’è Galdo da Schievenin

 

 

Una casa di ViaRoma in corso di ricostruzione a Quero nel 1919. Lo scatto di una foto era allora un avvenimento eccezionale al quale partecipavano tutti. Notare il piano inclinato che, non esistendo gru o montacarichi, costituiva il mezzo per innalzare i materiali con la carriola. (Clicca sopra per ingrandire e vedere da vicino i volti dei personaggi fotografati)

 

 

La casa di cui alla foto precedente, allo stato attuale

 

 

Il cantiere di ricostruzione della Via Indipendenza. Notare il camion a ruote piene (clicca sopra per ingrandire) Il ragazzino lavoratore ha le scarpe con i chiodi (clicca sopra per ingrandire)

 

 

La Via Garibaldi appena ricostruita. Il personaggio a sinistra con cravatta è Luigi F. responsabile del cantiere (clicca sopra per ingrandire)–

 

La distruzione della fontana in piazza Duomo

 

 

L’albergo Al Sole in fase di ricostruzione nel 1929 allora di proprietà di mio nonno. Sulla sinistra Luigi F, responsabile di cantiere (clicca sopra per ingrandire)

 

 

La famiglia di mio nonno, anno 1928 nel cortile dell’Albergo al Sole. I miei genitori sono in alto al centro (clicca sopra per ingrandire). Il bambino in piedi sulla sedia è mio cugino Franco che diventerà Sindaco di Quero e titolare della farmacia di Quero e della ditta Farmaceutica Vermont di Quero

 

La mia famiglia assieme a quella di mio zio Cometto e alle zie Mari e Cecilia. Io sono, a sei anni, il bimbo col colletto bianco. Alle mie spalle mio papà e mia mamma che tiene in braccio mio fratello Italo

 

Zia Mari e amica Polloni. A destra Zia Unes ed il bambino dovrei essere io

 

Mia zia Mari, al centro e sulla destra mia zia Ines e davanti a lei il sottoscritto a quattro anni in divisa fascista chiamata “Balilla”. Sotto una mia foto a tre anni
La ricostruzione della Villa Forcellini i vicino alla Chiesa di Quero

 

 

La villa Forcellini negli anni 20

segue alla pagina 2.1 – SECONDA PARTE